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Naturale non sempre significa sicuro
Negli ultimi anni il raw feeding (alimentazione a base di carne cruda) e la dieta BARF, hanno conquistato molti pet owner in cerca di un approccio più naturale.
Cos'è la dieta BARF? Letteralmente l'acronimo significa Biologically Appropriate Raw Food, ovvero "Alimentazione Cruda Biologicamente Appropriata", anche se la vecchia definizione Bones And Raw Food - Ossa e Cibo Crudo - spiega ancora meglio il tipo di dieta che estremizza il concetto di naturale. La dieta BARF si basa esclusivamente sulla somministrazione a crudo di carne fresca, ossa, organi interni, verdure e frutta, con l'obiettivo di imitare la dieta ancestrale degli animali allo stato brado.
I vantaggi percepiti del raw feeding
Il richiamo alla “dieta ancestrale” è forte: ingredienti freschi, non processati e il desiderio di un’alimentazione più vicina a quella naturale.
Molti proprietari riportano pelo più brillante, feci meno odorose e maggiore energia.
Uno studio pubblicato su Frontiers in Veterinary Science (2022) ha mostrato che i cani alimentati con diete crude presentano un diverso profilo infiammatorio rispetto a quelli nutriti con alimenti estrusi, ma gli autori sottolineano che non esistono prove sufficienti di un vantaggio clinico stabile nel tempo.
Rischi sanitari e zoonotici
La principale criticità del raw feeding riguarda la sicurezza microbiologica.
Diversi monitoraggi della FDA (2023) e dell’EFSA (2020) hanno evidenziato la presenza di Salmonella spp., Listeria monocytogenes ed Escherichia coli in campioni di pet food crudo.
Questi batteri possono causare gastroenteriti sia negli animali sia nelle persone, anche solo per contaminazione indiretta di ciotole e superfici domestiche.
Inoltre, sono stati riscontrati ceppi resistenti agli antibiotici, un problema emergente per la salute pubblica e veterinaria (Baede et al., Veterinary Microbiology, 2019).
Bilanciamento nutrizionale: il rischio invisibile
Molte diete crude, specialmente quelle casalinghe, risultano nutrizionalmente sbilanciate.
Carenze di calcio, fosforo, zinco o vitamine del gruppo B possono compromettere la salute di ossa, reni e metabolismo, soprattutto nei cuccioli.
Una revisione pubblicata su Animals (MDPI, 2021) ha rilevato che oltre il 60% delle diete crude casalinghe analizzate era carente in almeno uno dei nutrienti essenziali.
Per questo motivo, organizzazioni veterinarie come AVMA e WSAVA raccomandano che ogni dieta cruda sia formulata sotto la supervisione di un veterinario nutrizionista.
Consigli pratici per chi sceglie il raw feeding
Chi desidera comunque seguire un’alimentazione cruda può ridurre i rischi seguendo alcune regole fondamentali:
-
rivolgersi sempre a un veterinario esperto in nutrizione;
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utilizzare ingredienti certificati e di provenienza controllata;
-
applicare rigide norme igieniche nella preparazione e conservazione del cibo;
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evitare il contatto del pet food crudo con alimenti umani o superfici della cucina.
Conclusione
Il raw feeding può sembrare una scelta più naturale, ma naturale non equivale a sicuro.
I benefici percepiti devono essere valutati insieme ai rischi reali di contaminazione batterica e squilibri nutrizionali.
Un’alimentazione davvero salutare è quella che combina qualità, sicurezza e bilanciamento, garantita da professionisti e da una filiera trasparente.
Come ricorda l’EFSA (2020), “la sicurezza del pet food è una responsabilità condivisa tra produttore, veterinario e proprietario.”
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